Incidenti, i dati Aci-Istat 2016

28-07-2017
In crescita le sanzioni per l’uso del telefonino

Più incidenti e feriti ma meno decessi. Il 2016 sulle strade italiane ha fatto registrare una tendenza in chiaro-scuro. Sono stati 175.791 gli incidenti stradali (+0,7% sul 2015) con lesioni a persone, con 3.283 vittime complessive (-4,2%) e 249.175 feriti (+0,9%). Questa la fotografia scattata dall’Istat che ha analizzato i dati sull’incidentalità dell’anno scorso.

I morti tornano quindi a diminuire, interrompendo la crescita registrata nei due anni precedenti. Il tasso di mortalità stradale passa da 55,6 a 54,2 morti per milione di abitanti rispetto al 2010, le vittime
della strada sono diminuite del 20,2%. Secondo gli analisti l’aumento del tasso d’incidentalità è riconducibile alla ripresa degli spostamenti da parte degli italiani generata dall’aumento del reddito medio pro-capite disponibile (+1,5%) e del Pil (+0,9%) ma agevolata anche dalla diminuzione del prezzo medio alla pompa di tutti i carburanti (-5,9% per la benzina, -8,8% per il gasolio, -8% per il Gpl e -0,7% per il metano). Lo confermano anche i dati sui chilometri percorsi in autostrada, aumentati del 3,3% rispetto all’anno precedente.

L’altra novità emersa è l’aumento delle vittime tra i ciclisti, 257 in tutto, con un +9,6% rispetto al 2015 e di chi si muove con lo scooter 116 con un +10,5%. Si viaggia sempre più sicuri, invece, in automobile (-61,8% delle vittime dal 2001 a oggi) anche se in termini assoluti i decessi sono ancora molti: 1.470 tra i conducenti, a fronte di 657 motociclisti e 570 pedoni. La diminuzione del numero di vittime in Italia dipende soprattutto dal calo registrato sulle autostrade, tangenziali, raccordi autostradali (-10,2%) e strade extraurbane (-4,6%), mentre una flessione minore si registra sulle strade urbane (-2,6%). Nei grandi comuni, però, il calo arriva al 6,5%.

Se si guardano le statistiche a livello europeo, nel confronto fra il 2016 e il 2010 i decessi sono ridotti del 18,6%, ma in Italia la diminuzione è stata del 20,2%. “Il dato sui ciclisti preoccupa - ha detto il vice ministro delle Infrastrutture - Riccardo Nencini - Per questo avevamo proposto la norma cosiddetta salvaciclisti, proprio per proteggere chi è più debole in strada. Il nuovo Codice della Strada - ha aggiunto - va nella direzione giusta”.
 
In Italia, tra le principali violazioni al Codice della strada nel 2016 figurano il superamento dei limiti di velocità, la mancata precedenza e rispetto della segnaletica, il mancato uso di cinture, casco e sistemi di ritenuta per bambini e l’uso dei telefoni cellulari alla guida. Su quest’ultima tipologia di infrazione, Polizia Stradale e Carabinieri hanno aumentato la loro azione. Rispetto al 2016 le sanzioni della Polstrada sono cresciute del 26,8%, mente quelle dell’Arma sono salite del 4,4%. Stabile, invece, il dato relativo alle Polizie Locali, segno che c’è ancora molto da fare nei centri urbani per contrastare questa pericolosissima abitudine molto diffusa tra gli automobilisti.

In decisa crescita, infine, (+5%) anche le contravvenzioni elevate per la guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti.

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