Cambiamenti climatici, emergenza globale

16-10-2019
I rischi, per l’area del Mediterraneo, potrebbero essere maggiori
“Ferire la Terra è ferire te stesso, e se altri feriscono la Terra, feriscono te. Il Paese deve rimanere intatto”(Bruce Chatwin, Le Vie dei Canti). La casa è di tutti e il problema, di conseguenza, riguarda tutti.
 
Cambiamenti climatici, innalzamento delle temperature. I rischi sono noti e, per l’area del Mediterraneo, potrebbero essere maggiori. Ad evidenziarlo un rapporto presentato durante un convegno dell’organizzazione internazionale “Union for the Mediterranean”. Secondo lo studio, ripreso dal portale greenme.it, nell’area del Mediterraneo il riscaldamento globale è superiore del 20% rispetto alla media del Pianeta.
 
Entro il 2040, l’aumento della temperatura potrebbe arrivare a oltre 2 gradi con conseguenze, per decine di milioni di persone, legate alla siccità. E, da qui al 2100, in alcune zone del Mediterraneo il termometro potrebbe far segnare addirittura un +3,8 gradi con un innalzamento del livello delle acque di oltre un metro. La maggior concentrazione di sale nel suolo avrà effetti anche sull’agricoltura. Il peggioramento della qualità dell’aria avrà un effetto sulla salute, specie nelle grandi città e tra le fasce di popolazione più esposte.
 
Un manifesto per il clima. È stato presentato in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura. “Affrontare la crisi climatica è una sfida di enorme portata che richiede il contributo delle migliori energie tecnologiche, istituzionali, politiche, sociali, culturali e soprattutto la partecipazione dei cittadini. Siamo convinti che, in presenza di politiche serie e lungimiranti, sia possibile azzerare il contributo netto di emissione dei gas serra entro il 2050. Questa sfida può rinnovare la missione dell’Europa dandole forza e centralità. E può vedere un’Italia in prima fila. Non c’è nulla di sbagliato in Italia che non possa essere corretto con quanto di giusto c’è in Italia”. Questi alcuni dei brani contenuti nel manifesto.
Maggiori informazioni sono a disposizione sul sito web legambiente.it.
 
L’acqua e la storia. I temi della sedicesima  giornata nazionale del Trekking urbano, che giovedì 31 ottobre coinvolgerà 48 città, tra cui Rieti, Terracina, Bologna, Padova, Pavia, Grosseto, Ascoli Piceno, Rovigo, Pistoia, Macerata, Lucca, Trento, Napoli, Siena, Catania, Salerno, Perugia, Chieti e Ancona mette al centro questi due importanti elementi.
 
Quest’anno la presentazione dell’iniziativa, che punta alla scoperta a piedi, di scorci nascosti delle città, è stata organizzata a Mantova, città europea dello sport nell’anno del turismo lento. La giornata nazionale del Trekking urbano, infatti, rappresenta l’opportunità di vivere le aree urbane e i vari territori con il loro patrimonio storico e artistico in modo consapevole. In questo contesto, pensare al turismo lento potrebbe essere proprio una strategia di sviluppo finalizzata alla tutela di luoghi, memorie e saperi del nostro Paese.
 
L’itinerario scelto per Mantova è di 13 chilometri, una camminata a piedi lungo i laghi toccando alcuni luoghi suggestivi. Le passeggiate tra acque e storia coinvolgeranno anche centri italiani minori,  come Lentini, Urbino, Terracina, Vittorio Veneto, Acqui terme, Narni e Salsomaggiore Terme. Per coniugare alla possibilità di adottare spostamenti più sostenibili, il benessere del camminare, dello stare insieme, di conoscere aneddoti, storie e tradizioni che fanno parte del patrimonio immateriale di una città.

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