Distrazione alla guida, pericolo numero uno

04-11-2019
Gravi rischi per lo scarso uso delle cinture
"Ma tu guarda quello come guida!". Quante volte lo abbiamo pensato dei "colleghi" al volante? E quante, magari, siamo stati i destinatari di quel pensiero. L'esperienza, diffusa e quotidiana, è che i comportamenti sbagliati alla guida sono troppi. E pericolosi.
 
L'ingegner Enrico Pagliari, coordinatore dell'Area Tecnica dell'ACI, ne ricorda due in particolare: "La distrazione e il mancato uso delle cinture di sicurezza. La distrazione dovuta all'uso del cellulare mentre si sta guidando o anche quella provocata dai display dell'auto, a cui spesso si collega lo stesso telefonino, provocano secondi, pericolosissimi, per se stessi e per gli altri, di guida al buio. E poi c'è l'utilizzo, ancora troppo trascurato, dei cosiddetti sistemi di ritenuta, ovvero le cinture di sicurezza. Su Roma, come Aci, abbiamo fatto un'indagine approfondita nel 2017 e delle analisi a campione l'anno successivo. La situazione è a dir poco preoccupante. Quello che è emerso è che, sui sedili davanti, 2 persone su 10 non usano la cintura; dietro, si arriva addirittura a 8 su 10. Altro aspetto, se vogliamo ancora più grave, riguarda i bambini: è emerso che 6 su 10 non sono adeguatamente posizionati e legati al seggiolino. E questo, in ambito urbano in particolare, è ancora più pericoloso".
 
Al volante, la grammatica è tanto semplice quanto poco rispettata. Prudenza, attenzione, rispetto di quello che è uno spazio pubblico e condiviso: la strada. "Quello che sempre più emerge - sottolinea Pagliari - è che si guida pensando ad altro. E invece si dovrebbe guidare e basta. Evitare le distrazioni, seguire il Codice della Strada, guidare nei limiti, restare sempre calmi e lucidi. E onesti con se stessi: prima di aprire la portiera e accendere il motore farsi una semplice domanda: sono pronto per guidare?".  
 
Stando ai dati Istat del 2019 (sul 2018), lo scorso anno sono stati 172.553 gli incidenti stradali con lesioni a persone in Italia, con 3.334 vittime e 242.919 feriti. Gli incidenti derivano soprattutto da comportamenti errati. Tra i più frequenti si confermano la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 40,7% dei casi). 
 
- Ancora fermo alla Camera il via libera al nuovo Codice -
 
Il nuovo Codice della Strada è ancora fermo alla Commissione Trasporti della Camera. Roberto Sgalla, prefetto di Milano e già direttore centrale Specialità della Polizia di Stato, nel corso di #FORUM AutoMotive, evento che si è tenuto nei giorni scorsi a Milano, ha spiegato che “Non basta riformarlo, ma serve una nuova Legge Delega che consenta di arrivare a un Codice tarato sulle nuove forme di mobilità e microbilità”. Sgalla sostiene che vanno riviste le pene, garantendone la certezza, prevedendo soprattutto la sospensione della patente per i più comuni comportamenti di distrazione alla guida legati all’uso degli smartphone. “Solo così si potranno contrastare seriamente i numeri già oggi allarmanti di 600 pedoni e 350 ciclisti morti ogni anno, senza contare le 3.300 vittime degli oltre 172mila incidenti che si verificano sulle nostre strade”.
 
Con costi sociali che ammontano a 17 miliardi di euro.

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