“Sapienza si muove”, piano quinquennale

23-11-2019
Dieci obiettivi per cinque macro aree
Un’app per il car pooling, il teleworking, le velostazioni, le campagne sulla sicurezza stradale. Sono solo alcuni dei ventuno interventi previsti - in un arco di 5 anni - nelle strategie individuate dal Piano della mobilità sostenibile dell'università La Sapienza, presentato giovedì 21 novembre durante la conferenza “Sapienza si muove” nella sede della facoltà di Scienze Statistiche. 
 
Dieci obiettivi, cinque macro aree - smart strategies, mobilità pedonale e ciclistica, trasporto pubblico locale e privato - e ventuno azioni più specifiche, il Piano ha l’obiettivo di conoscere e migliorare le modalità di spostamento delle circa 130mila persone tra studenti e dipendenti dell’ateneo che ogni giorno gravitano tra la città universitaria e le sedi dislocate in diversi quartieri.
 
A diciotto anni di distanza dal primo documento de La Sapienza sulla propria mobilità sostenibile, il nuovo Piano è frutto di circa due anni di lavoro del Centro di ricerca per il trasporto e la logistica. “Tutto è iniziato nel 2017 - spiega uno dei ricercatori, l’ingegnere Maria Rosaria Saporito - È stato inviato un questionario a 108mila studenti e 23mila dipendenti, ottenendo una risposta dal 14 per cento degli studenti e dal 41 per cento del personale.
 
L’elaborazione ci ha permesso di acquisire conoscenze sulle caratteristiche di spostamento università-casa e viceversa, sui tempi, sui mezzi, ma anche informazioni sulla sicurezza stradale”. 
 
Gli studenti, che utilizzano soprattutto il trasporto pubblico, effettuano il 42 per cento degli spostamenti verso la città universitaria e in media impiegano 74 minuti nel percorso di andata e 81 al ritorno, mentre il personale ha una media di 55 minuti trascorsi nel percorso casa-lavoro e 65 minuti nel tragitto verso l’abitazione, in gran parte a bordo dell’auto
privata.
 
“I risultati della prima fase, le indicazioni politiche internazionali, europee, nonché quelle della rete delle Università Sostenibili e di Roma Capitale - sottolinea il direttore del Ctl, l’ingegnere Luca Persia - hanno portato a definire gli obiettivi specifici di questo Sustainable University Mobility Plan (il piano della mobilità sostenibile). Gli obiettivi si concretizzano attraverso cinque macro strategie e ognuna di esse si esplica in interventi di dettaglio che La Sapienza attuerà, anche, grazie al supporto operativo di Roma Servizi per la Mobilità”.
 
- Sono 130 mila le persone che muove l’Università -
Polo antico e importante per la formazione e la trasmissione del sapere, l’università La Sapienza e i suoi numeri sono un caso di studio anche in termini di mobilità. Basti pensare che la sua “popolazione” annovera 130mila persone che si spostano ogni giorno tra la propria abitazione, il fulcro della città universitaria, le sedi e le facoltà dell’ateneo presenti in diversi quartieri della città. Numeri e spostamenti dei quali deve tenere conto anche l’attività del mobility manager. Tra le iniziative promosse dal responsabile della mobilità aziendale nell’ultimo anno e mezzo, realizzate anche in collaborazione con il Comune di Roma, è da annoverare l’installazione delle rastrelliere in diverse sedi del polo universitario, per un totale di 140 posti-biciclette tra via dei Marsi e San Pietro in Vincoli, la città universitaria, via del Castro Laurenziano e gli impianti sportivi di Tor di Quinto.
 
- Intesa tra Campidoglio e Atenei -
Posticipare l’orario di inizio delle lezioni, organizzare il car pooling tra gli studenti, installare colonnine elettriche di ricarica e stalli per il car sharing nelle facoltà. La collaborazione tra i tre Atenei pubblici capitolini e il Campidoglio prende sempre più forma e punta alla sostenibilità. Giovedì 21 novembre, in un convegno a La Sapienza, l’assessore alla Città in Movimento, Pietro Calabrese e il presidente e Ad di Roma Servizi per la mobilità, Stefano Brinchi, si sono di nuovo trovati sulla stessa lunghezza d’onda con i tre principali Atenei romani. Con un’aggiunta: “Abbiamo proposto - spiega Brinchi- lo studio di percorsi ciclopedonali per collegare le facoltà alle stazioni metroferroviarie. Essi saranno fondamentali, assieme al potenziamento della rete del trasporto pubblico, per incentivare modalità di spostamento sostenibili”.
Simona Di Capua
Trasporti&Mobilità-muoversiaroma.it
22 novembre 2019

 

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