Animali e incidenti, aumentano i casi

21-11-2019
Nei primi 9 mesi del 2019 sono stati 121
Aumenta il numero di incidenti con vetture danneggiate e animali morti sulle strade. Sono sempre più frequenti, infatti, i casi di animali che attraversano la strada senza che sia possibile evitarli.
 
Cinghiali, volpi, cavalli. Oppure mucche, cani o istrici. Un fenomeno che si spiega, in parte, in quanto la fauna selvatica tende ad avvicinarsi sempre di più ai centri urbani. A questo si aggiunge la scarsa manutenzione delle strade, spesso prive di illuminazione o con guard-rail rotti. I dati del fenomeno sono comunque consistenti.
 
Secondo l’Aci, i sinistri, in Italia, nel 2018 sono stati 485, con 620 feriti e 6 vittime. L’anno precedente: 424 incidenti, 529 feriti e 11 vittime.
 
Nei primi 9 mesi del 2019 l’Osservatorio associazione sostenitori amici Polizia Stradale, ha già registrato 121 incidenti stradali, 13 morti e 164 feriti. Spesso l’incidente, con danno a uno o più animali si verifica nel tentativo di evitare l’impatto con la brusca sterzata,la stessa manovra, tanto per capire, che si usa anche per “testare” la stabilità di un’auto nuova e che spesso può avere conseguenze drammatiche.
 
Dopo l’investimento, inoltre, può essere pericoloso restare fermi nel punto dell’impatto. Tuttavia, dopo aver posizionato l’auto in un punto adeguato, è bene segnalare con il triangolo e le doppie frecce la propria posizione. Il codice della strada, all’articolo 189 comma 9bis, impone al guidatore di fermarsi e prestare aiuto all’animale, quindi chiamare soccorsi. Un comportamento da tenere sia che le specie “siano da reddito, d’affezione o protette”. Chiunque non lo fa “è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 410 a 1.643 euro”. Se si è coinvolti in un incidente, senza averlo prodotto, si è comunque tenuti a prestare soccorso all’animale altrimenti la sanzione va da 82 a 328 euro.
 
- Prestare sempre soccorso per evitare la sanzione -
La Corte di Cassazione (sentenza 29543 del 9/6/11) non ha dubbi: “l’automobilista che, dopo aver accidentalmente investito un animale domestico, ometta, senza giustificazione
alcuna, di prestare soccorso, impedendo altresì ad altre persone di prestare all’animale le dovute cure, può essere chiamato a rispondere del reato di uccisione di animali”.
Secondo i tecnici della stradale: “Servirebbero soluzioni come i dissuasori per allontanare gli animali, poiché i cartelli, che avvisano della presenza di animali nella zona, non sono più sufficienti”. 
 
Per una situazione ormai cronica, l’Asaps si è rivolta al Ministero dei Trasporti per chiedere risposte e interventi. Fin dal 2012 l’Aci ha sostenuto l’introduzione dell'obbligo di prestare soccorso anche all’animale che sia rimasto ferito a causa di un incidente di cui si è la causa o nel quale si viene involontariamente coinvolti.
 
- A chi e come chiedere i danni -
Gli animali, si sa, hanno una condotta imprevedibile. Si pensi a un gatto o a un cane che, spaventati, percorrono strade ad alto scorrimento. Ma cosa fare in caso di impatto?
Innanzi tutto segnalare il fatto alle Forze dell’Ordine e aspettare il loro arrivo per i rilievi del caso. Per ottenere eventuali risarcimenti si consiglia di scattare foto, sia all’auto sia all’animale, e verificate la presenza di eventuali testimoni che possano confermare la dinamica dei fatti. Non avvicinarsi all’animale selvatico nel caso fosse rimasto ferito, poiché potrebbe essere impaurito e di conseguenza rispondere con aggressività. La fauna selvatica è patrimonio dello Stato, che ne affida la gestione alle Regioni e alle aree metropolitane.
Quindi se è un animale selvatico (cinghiali, volpi, ecc) a causare dei danni a persone o cose come ad esempio può avvenire in un urto con un veicolo, la responsabilità potrebbe ricadere sull’Ente che ha la custodia di quel tratto di strada o di quel quel territorio. È sempre necessario dimostrare la colpa dell’Ente per non aver adottato le misure idonee a prevenire il fatto. Ad esempio, per non aver segnalato adeguatamente il pericolo con cartellonistica stradale.
 
- Il segreto è ridurre la velocità -
Come sempre, il segreto per viaggiare in sicurezza è quello di ridurre la velocità e prestare la massima attenzione alla guida. Soprattutto nelle strade provinciali o nelle consolari, dove è più frequente l’incontro improvviso con un animale che taglia la strada. Anche all’automobilista può succedere di vivere l’esperienza dell’incontro con un animale che taglia la strada, provocando l’incidente. In questo caso, occorre informare la Polizia e, nel caso di animali domestici, il proprietario (a condizione che l’animale porti i propri dati sul collare). Chi non effettua la segnalazione si rende punibile. Anche gatti e cani feriti possono mordere e graffiare dalla paura! Un “trattamento” sbagliato può inoltre peggiorare la situazione. È meglio attendere l’arrivo della Polizia ed eventualmente del veterinario.
Paolo Petrucci
Trasporti&Mobilità-muoversiaroma.it
21 novembre 2019

 

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