Congestione urbana, unica alternativa è la mobilità condivisa

23-01-2020
L'esperto: "Parco auto inutilmente eccessivo"
Trasporto privato uguale congestione da traffico e centinaia di ore perse per i cittadini. La Capitale, infatti, al momento, risulta al secondo posto in una speciale classifica di Global card scorecard di Inrix, società che dal 2005 si occupa di analizzare i trend della mobilità e della congestione urbana in 200 città del mondo e 38 Paesi. 
 
Nel dossier emerge che a Roma ciascun cittadino perde nel traffico 254 ore/anno di “vita”. La Capitale è preceduta solamente da Bogotà (272). Milano, risulta settima con 226 ore per anno. Al terzo posto troviamo Dublino (246), dove la velocità media di un’auto è la più lenta, davanti a Parigi e alla russa Rostov-on Don (237) e poi Londra, con 227.
 
Francesco Filippi, docente di economia dei Trasporti alla Sapienza, sottolinea che a Roma le auto dei residenti sono circa 1.800.000 a cui si aggiungono i veicoli a due ruote, circa 600.000. “I posti di sosta – spiega - sono pari a 2 milioni, un terzo dei quali occupati dalle 2 ruote. Un dato che mostralo spreco del parco auto: circa il 95% del tempo, l’auto in media è in sosta, spesso in modo illegale. Le auto mediamente in circolazione nelle 24 ore sono 90.000/ora mentre nell’ora di punta circola il 15% del traffico totale, quindi circa 320.000 veicoli, tutti gli altri sono in sosta. I mezzi che escono dalla città sono poche decine di migliaia, mentre quelle provenienti da fuori nell’ora di punta sono circa 100.000”.
 
E richiedono altrettanti posti di sosta. “Anche per questo – spiega Filippi - il car sharing è una misura per ridurre lo spreco di un parco auto scarsamente utilizzato”.
 
Tornando al rapporto della società privata, spiega Filippi: “Le ore perse devono essere interpretate come un indicatore della congestione e non letteralmente. La congestione ha un effetto ridistributivo. Le persone hanno un tempo medio dedicato alla mobilità. Le variazioni della velocità dovute alla congestione sono compensate, a livello aggregato, cioè dell’insieme dei viaggiatori, da variazioni nei modi di trasporto, nella frequenza degli spostamenti, negli orari e nelle distanze percorse. Ad esempio, se per gli acquisti andavo con l’auto a un supermercato distante 5 km, con l’aumento della congestione decido di ridurre la frequenza delle visite, di andare a piedi al mercatino del quartiere o di comprare on line con la consegna a domicilio”.
 
- Le soluzioni per Roma secondo la Sindaca Raggi -
Investire sul trasporto pubblico e incentivare la mobilità alternativa. Sono le contromisure in cui crede la sindaca Virginia Raggi, espresse in un post su Facebook. “In questi tre anni e mezzo abbiamo messo su strada 400 nuovi bus e nei prossimi mesi ne arriveranno altri 328, molti a servizio delle periferie. Dagli ultimi dati di Moovit, dal 2016 a oggi il tempo medio di attesa alle fermate dei mezzi pubblici nella nostra città è sceso da 20 a 16 minuti: il 20 per cento in meno. Non basta ancora, ma è un chiaro segnale che siamo sulla strada giusta”. Inoltre, è fondamentale puntare sulla mobilità sostenibile.
 
“In questi ultimi mesi – sottolinea Raggi - stiamo incentivando gli operatori di bike e car sharing a investire in periferia. Tutte misure che contribuiscono ad alimentare forme di mobilità alternative al mezzo privato. Attività che rientrano nel Piano urbano della mobilità sostenibile”.
Paolo Petrucci
Trasporti & Mobilità-muoversiaroma.it
23 gennaio 2020