Car Sharing comunale, 100 auto a disposizione dei medici

20-03-2020

Cento auto del Car sharing del Comune di Roma a disposizione, gratis, dei medici capitolini. E' quanto ha deciso la Giunta comunale della Capitale.

Le auto saranno a disposizione intanto fino al 3 aprile.  

Il servizio come detto sarà gratuito, a partire dai dipendenti che lavorano nei reparti di Terapia Intensiva dei Policlinici universitari Umberto I (Eastman, CovidHospital 5), Tor Vergata (Covid Hospital 4) e Columbus-Gemelli(Covid Hospital 2) e degli Istituti Spallanzani (Covid Hospital 1) e Casal Palocco (Covid Hospital 3). 

"E' fondamentale in questo momento dare il massimo sostegno ai lavoratori impegnati in prima linea nella lotta al coronavirus", dichiara la sindaca, Virginia Raggi.

Come funziona il servizio

Gli operatori sanitari saranno iscritti gratuitamente al servizio dalle rispettive aziende attraverso il modulo realizzato da Roma Servizi per la Mobilità che ha anche dato alle varie strutture indicazioni sulle modalità di utilizzo. Completamente gratuito sarà anche l'uso delle vetture che potranno essere prenotate dalla App car sharing Roma.
Sempre tramite la App si potrà scegliere la tipologia di vettura e il tipo di corsa che potrà essere "round", ossia partenza e rilascio del veicolo nello stesso parcheggio, oppure "one way" con partenza da un punto, arrivo e rilascio nell'area dell'ospedale (in ognuno dei Covid hospital sono state create apposite zone di sosta). A disposizione del personale sanitario, per chiarimenti, prenotazioni o la soluzione di eventuali problemi, ci sarà, 24 ore su 24, tutti i giorni, anche il contact center 06/57003.
 
“Nel pieno dell’emergenza sanitaria – afferma il presidente e amministratore delegato di Roma Servizi per la Mobilità, Stefano Brinchi- ci è sembrato sacrosanto offrire un contributo aggiuntivo rispetto alle attività ordinarie che comunque portiamo avanti grazie al lavoro dei nostri colleghi. Le auto del car sharing costituiranno un’alternativa di mobilità importante per quei presidi sanitari che non hanno autovetture a disposizione”.